In base alla definizione coniata dall’European Foundation Centre di Bruxelles, le fondazioni sono "enti senza finalità di lucro con una propria sorgente di reddito che deriva normalmente, ma non esclusivamente, da un patrimonio. Questi enti hanno il loro organo di governo e usano le loro risorse finanziarie per scopi educativi, culturali, religiosi, sociali, o altri scopi di pubblico beneficio, sia sostenendo persone o associazioni e istituzioni (fondazioni di erogazione), sia organizzando e gestendo direttamente i loro programmi (fondazioni operative)". Le fondazioni sono disciplinate dal Libro I del Codice Civile (articoli 12 – 35).
Gli scopi
Quando si parla di scopo in riferimento alle fondazioni si intende uno scopo non di lucro. Ciò significa che l’ente può e deve ricavare degli utili dal proprio patrimonio e dalle attività connesse, ma deve spendere quanto ricavato nel raggiungimento dei propri scopi, senza alcun profitto per terzi.
Questi i settori di pubblica utilità verso i quali le fondazioni possono indirizzare le loro attività
In base agli scopi che scelgono di perseguire, le fondazioni si distinguono in
I tipi di fondazione
A seconda delle modalità con cui gestiscono le proprie attività istituzionali, esistono tre tipi di fondazioni: le fondazioni operative, di erogazione e miste.
Le fondazioni operative realizzano direttamente servizi di pubblica utilità attraverso la gestione di attività o strutture che possono essere, tra le altre, case di cura, scuole, musei, biblioteche, centri di ricerca, teatri. Le fondazioni operative sono le più diffuse in Italia.
Le fondazioni di erogazione sono enti che raggiungono lo scopo indirettamente, erogando sussidi e contributi ad altri soggetti che possono essere persone o altre istituzioni non-profit. Questi, a loro volta, intervengono con la propria struttura per offrire beni e servizi alla collettività. Appartengono a questo gruppo, tra le altre, le fondazioni bancarie.
Le fondazioni miste svolgono entrambe le funzioni indicate sopra.