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Città del Vaticano, 14 mar. - (Adnkronos/Ign) - Anche l'ateismo "non di rado nasconde l'esigenza di scoprire il vero volto di Dio". E' quanto ha affermato il Papa durante l'Angelus davanti ai pellegrini in piazza San Pietro. "Per nostra fortuna - ha aggiunto il Pontefice - Dio non viene mai meno nella sua fedeltà e anche se noi ci allontaniamo e ci perdiamo continua a seguirci con il suo amore".
Soffermandosi sulla parabola del "figlio prodigo", il Papa ha infatti sottolineato che "questo testo evangelico ha il potere di parlarci di Dio, di farci conoscere il suo volto, meglio ancora, il suo cuore. Dopo che Gesù ci ha raccontato del Padre misericordioso, le cose non sono più come prima, adesso Dio lo conosciamo: Egli è il nostro Padre, che per amore ci ha creati liberi e dotati di coscienza, che soffre se ci perdiamo e che fa festa se ritorniamo".
"Per questo, la relazione con lui si costruisce attraverso una storia, analogamente a quanto accade ad ogni figlio con i propri genitori: all'inizio dipende da loro; poi rivendica la propria autonomia; e infine, se vi è un positivo sviluppo, arriva ad un rapporto maturo, basato sulla riconoscenza e sull'amore autentico - ha aggiunto - In queste tappe possiamo leggere anche momenti del cammino dell'uomo nel rapporto con Dio. Vi può essere una fase che è come l'infanzia: una religione mossa dal bisogno, dalla dipendenza".
La parabola del 'figlio prodigo' diventa, dunque, l'esempio del rapporto adulto con Dio. Il Pontefice fa osservare come la ribellione e l'ipocrisia rappresentano due modi immaturi di rapportarsi con Dio. Infatti, "nella parabola, i due figli si comportano in maniera opposta: il minore se ne va e cade sempre più in basso, mentre il maggiore rimane a casa, ma anch'egli ha una relazione immatura con il Padre; infatti, quando il fratello ritorna, il maggiore non è felice come lo è, invece, il Padre, anzi, si arrabbia e non vuole rientrare in casa - ha aggiunto il Pontefice - I due figli rappresentano due modi immaturi di rapportarsi con Dio: la ribellione e l'ipocrisia. Entrambe queste forme si superano attraverso l'esperienza della misericordia". |